“Nell’apprendere con costernazione la drammatica notizia dell’uccisione di S.E. Mons. Luigi Padovese, partecipiamo con profondo cordoglio al lutto della Chiesa cattolica in Turchia. Mentre deploriamo il barbaro assassinio, ci uniamo al dolore dei fedeli di codesta Chiesa, che ancora una volta viene provata così duramente, ed esprimiamo la più sentita vicinanza e solidarietà nostra e dell’intero Episcopato italiano. Assicuriamo fervida preghiera di suffragio per l’anima di Mons. Padovese, nella certezza che il Signore concederà a questo suo servo buono e fedele il premio della vita eterna”.
Secondo quanto reso noto da un'emittente turca mons. Padovese, dell'ordine dei cappuccini e presidente dei vescovi della Turchia (Cet), sarebbe stato ucciso a coltellate a Iskenderun dal suo autista. Mons. Padovese avrebbe dovuto partecipare da domani alla visita del Papa a Cipro e ricevere l’Instrumentum laboris del prossimo Sinodo per il Medio Oriente.
Di lui si ricorda anche il grande impegno profuso per la concessione della Chiesa-museo di san Paolo a Tarso come luogo permanente di culto. "Di fatto non ci interessa tanto la proprietà della chiesa o che venga data in gestione alla Chiesa cattolica, o alla comunità ortodossa - aveva affermato in una recente intervista il presule -. Ci interessa soprattutto la possibilità di celebrare liberamente e che tutti i pellegrini possano andare a Tarso sapendo che possono pregare senza essere disturbati e senza limitazione".
I primi commenti escludono un collegamento tra il tragico fatto e l'uccisione di don Andrea Santoro, quattro anni fa a Trebisonda. “Non è mai giusto sopprimere una vita per affermare una idea. Non è mai giusto ritenere che chi non la pensa come noi è nel torto e va annientato. Questo è fondamentalismo che distrugge la società perché distrugge la convivenza. Questo fondamentalismo, a qualsiasi religione o partito politico appartenga, potrà forse vincere qualche battaglia, ma è destinato a perdere la guerra. Ed è la storia che ce l’insegna”. Queste parole mons. Padovese le aveva pronunciate il 5 febbraio scorso durante la messa in suffragio di don Santoro.
